Comune di Ranco

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Una storia dei nostri boschi
Da "L'albero del tempo" di Franca Nobili Montagnani
LUPI
Che inverno fu quello! Da Angera si poteva andare a piedi all'Isolino, camminando sul lago gelato, e a San Martino, il piccolo borgo sulla collina dove la neve non si scioglieva fino a marzo, se ne era accumulata tanta che arrivava fino al davanzale delle finestre.
Proprio un inverno da lupi.
E infatti i lupi si fecero sentire: un branco si fermò per qualche tempo nei boschi di San Quirico e di notte i loro ululati svegliavano gli abitanti delle cascine che la mattina trovavano le impronte delle zampe sulla neve non lontano dalle case.
Una sera, quando ormai da diversi giorni i lupi non si erano fatti più sentire, gli abitanti di San Martino si riunirono nella casa del Pedar Giuan che aveva appena ucciso il maiale, per mangiare la casseula. Era un piatto cucinato con le parti dell 'animale che, non potendo essere conservate, dovevano essere consumate subito.
Per mangiare il riso con la casseula si organizzavano a turno delle cene che erano una grande occasione per la gente di allora che aveva sempre tanta fame arretrata. Mentre sedevano intorno alla tavola, apparecchiata per t'occasione con un lenzuolo bianco tanto grande che arrivava quasi al pavimento, uno degli invitati chiese al Pedar Giuan se aveva preso un cane dopo che que-Ilo vecchio era morto.
"No, il cane non l'abbiamo ancora."
"Ma se sento rosicchiare le ossa sotto la tavola!"
Fu alzata la tovaglia e apparvero gli occhi rossi di un lupo.
"Via via, donne! Portate su i bambini."
Fu acceso un gran fuoco sull'aia e Il lupo scappò. Era forse un vecchio lupo abbandonato dal branco.
Più tardi gli invitati tornarono zitti zitti alle loro case, scrutando il buio alla luce delle lanterne. Ma intorno tutto era calma e silenzio. Si sentiva soltanto lo scricchiolio dei loro passi sulla neve.
 
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